Come è nata l’idea

Il progetto TwitterLab nasce quasi casualmente, dall’incontro (su Twitter) di due “malate di hashtag”: @merygreiss e @CorinnaCora, durante una pausa pranzo.

Rendersi conto che si può fare “live tweeting” anche senza un evento da seguire, ma semplicemente coinvolgendo persone nella discussione online e pensare di renderlo un progetto più concreto, è stato quasi automatico.

Il Progetto

Oggi TwitterLab non è più solo una bella chiacchierata a suon di 140 caratteri, ma si pone come un’innovativa realtà nel mondo dei social, come promotore di cultura digitale.

Essere online non è facile, soprattutto se non si sa come fare, per questo TwitterLab riunisce specialisti del web per dare a ognuno di voi lo strumento migliore e più utile per farvi dare il meglio anche nel mondo digital: strategia social, gestione del blog aziendale, formazione e supporto nella realizzazione e nella gestione degli eventi, soprattutto per quanto riguarda il live tweeting.

Il nostro obiettivo, partendo da Twitter, è quello di far schiudere tutti quegli ovetti che ancora giacciono senza un’identità per farne emergere la personalità e i contenuti, sia che siate professionisti, aziende o semplici appassionati di digital alle prime armi. Da qui il nostro logo, con in testa ancora un pezzettino di guscio, a ricordarci che questi gusci li dobbiamo rompere per farci conoscere e per sfruttare al meglio le potenzialità dei social nella comunicazione online.

Per fare questo vi proporremo appuntamenti fissi a cadenza settimanale dove ritrovarci su Twitter intorno all’hashtag #TwitterLab  a discutere di vari argomenti che ruotano intorno al mondo digital, in 140 caratteri. Dal nostro account @Twt_Lab inviteremo a partecipare tutti coloro che vorranno entrare a far parte della nostra community virtuale e guideremo la discussione online.

Oltre agli appuntamenti settimanali di live tweeting su diversi argomenti, TwitterLab vuole essere un catalizzatore di contenuti, mira a dare una consulenza personalizzata alle aziende, dalle PMI a quelle più strutturate, formando alla cultura digitale.

Ma senza dimenticare l’offline.