#JobFair: la ricerca del lavoro in 140 caratteri

Appena nato, TwitterLab non perde tempo e si tuffa in uno degli eventi più seguiti e innovativi degli ultimi tempi: la #JobFair.

Evento lanciato dallo stesso Twitter nella giornata del 19 maggio sulla piattaforma dei 140 caratteri, durante il quale si sarebbero dovuti incontrare domande e offerte di lavoro seguendo l’hashtag #JobFair. Uso il condizionale, perché, almeno dal punto di vista del TwitterLab, non ci sembra sia andata proprio così. Almeno in Italia.

Cosa è successo durante la JobFair

Come Twitter Lab (@Twt_Lab – #TwitterLab) l’abbiamo vissuto da una postazione davvero privilegiata, immersi nei tweet delle aziende e delle agenzie da una parte, e degli aspiranti lavoratori dall’altra.

Sì, perché alla fine i tweet sono rimasti apparentemente così, aziende da una parte e lavoratori dall’altra.

Il team di Twitter Lab ha cercato di intercettare domanda e offerta per farle incontrare aiutando, come è nella mission del progetto, i NEOFITI, quelli che noi vediamo come “ovetti da far schiudere”, ma anche quelli che, pur essendo presenti su Twitter da un po’, hanno ancora poca dimestichezza con la logica di questo social.

Abbiamo monitorato gli account di chi cercava e abbiamo cercato, nelle offerte, quello che poteva fare al caso loro

 

[Tweet “Alla #JobFair abbiamo monitorato chi cercava e abbiamo trovato le offerte giuste per loro #TwitterLab”]

 

Abbiamo dialogato con le associazioni di categoria, cercando di intercettare le loro esigenze.

Abbiamo intercettato casi in cui la #JobFair aveva avuto successo e in cui lavoratori e agenzie dialogavano tra loro.

 

Cosa abbiamo imparato con la JobFair

La prima cosa che è saltata all’occhio a chi, come noi, studia da tempo le dinamiche di Twitter è principalmente di ordine pratico, ma ci sono anche delle note di carattere culturale che non sono da trascurare.

Primo problema che abbiamo riscontrato

Dal punto di vista dell’uso di Twitter, molte delle richieste non sono state intercettate da possibili interessati banalmente perchè chi ha tweettato, sia azienda che lavoratore, non aveva la più pallida idea di come seguire il viaggio del suo tweet nel mare magno degli altri messaggini a 140 caratteri. Insomma, il concetto di ricerca per hashtag per monitorare l’andamento di una discussione è ancora poco usato dagli utenti di Twitter, specialmente dai neofiti. Inoltre, la scarsa conoscenza ha portato anche all’inserimento o di hashtag a sproposito, oppure del solo hashtag ufficiale #JobFair.

[Tweet “Inserisci pochi hashtag pertinenti per monitorarne l’andamento #JobFair #TwitterLab”]

Regola numero uno quando usi Twitter: inserisci (pochi) hashtag pertinenti e caratterizzanti e monitorane l’andamento per intercettare anche le risposte di chi non ti menziona direttamente.

 

La questione hashtag è, credo, la più ostica, soprattutto per noi italiani che tendiamo a farne di troppo lunghi, troppo articolati e poco utili. Gli anglofoni, da questo punto di vista hanno una lingua più Twitter-friendly, ma questo non ci deve scoraggiare perché tweet sensati anche in italiano sono possibili!

 

Secondo problema che abbiamo riscontrato

Da qui l’altro problema: come scrivere un Twesume (il curriculum in 140 caratteri) significativo.

 

[Tweet “Come scrivere un Twesume (il curriculum in 140 caratteri) significativo? #JobFair #TwitterLab”]

 

A parte quelli che hanno preso la cosa come un gioco e hanno voluto attirare l’attenzione con tweet più divertenti che effettivamente di ricerca, alcuni sono stati troppo sul generico, come ci dimostra questa conversazione.

La regola numero due per usare Twitter per la ricerca di occupazione ce la dice Simonetta Pozzi in questo tweet:

 

Terzo problema che abbiamo riscontrato

Infine moltissimi di quelli che cercavano lavoro hanno creato il loro account per l‘occasione e molte aziende, che magari avevano già un account, perché “bisogna essere sui social”, lo hanno usato per la prima volta solo per la #JobFair. Peccato che un account Twitter per funzionare abbia bisogno di essere coltivato:

Bisogna nutrire l’ovetto che ci troviamo sul profilo di default, farlo schiudere, dargli un volto e tanti contenuti prima che diventi un bell’uccellino capace di volare sicuro nel cielo di Twitter.

…e tu, come usi Twitter? Sei uno di quelli che dice che scrivere in 140 caratteri è troppo difficile o sei uno a cui piace accettare le sfide?

 

Naturalmente per vincere ogni sfida bisogna allenarsi: tu sai come fare?

 

Racconta a TwitterLab la tua esperienza con la #JobFair o con Twitter in generale.

La Prossima Settimana scriveremo un articolo più tecnico con consigli sia per le aziende che per chi cerca un nuovo lavoro, utilizzando Twitter.

Ecco tutto il flusso di Tweet del 19 Maggio durante la #JobFair


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