#HOMIsmart: community e strumenti digital per ripartire dal futuro

A Milano lo scorso 27 gennaio è stata inaugurata HOMI, la fiera del lifestyle, erede dal 2013 del glorioso Macef, la Fiera Internazionale della Casa.

All’interno di HOMI trova spazio già dalla scorsa edizione di settembre, HOMI smart, un progetto realizzato dalla fiera in collaborazione con IdLab, che vuole porsi come punto di riferimento per le aziende del settore lifestyle nel comprendere al meglio le tendenze tecnologiche e studiarne l’impatto sui consumatori.
Durante i quattro giorni di fiera, nella zona riservata a HOMIsmart, sempre più ampia e popolata di progetti innovativi, si sono svolti anche alcuni workshop, dedicati principalmente all’interazione tra mondo online e offline.

I workshop di #HomiSmart sono stati dedicati all'interazione tra mondo online e offline Condividi il Tweet

Al workshop di apertura, dedicato a “Piattaforme digitali & community: nuovi strumenti a disposizione delle aziende” ho partecipato anch’io in rappresentanza di TwitterLab ed ora vi racconto che cosa ci siamo detti.

piattaforme-digitali

 

Quando la Community ti aiuta a sviluppare il tuo business

Dopo una breve presentazione dove ciascuno dei partecipanti ha raccontato la sua attività, Silvia Foglia ci ha raccontato l’esperienza di Houzz , la community di chi vuole rinnovare la sua casa. Nata negli USA, è approdata in Italia con una community che già frequentava la piattaforma americana. Il segreto del suo successo è dovuto al fatto di riuscire a mettere in comunicazione domanda e offerta, architetti e professionisti con gli utenti che hanno una casa da ristrutturare.

La community @HouzzItalia mette in comunicazione domanda e offerta #Homismart Condividi il Tweet

La community si aiuta e si autoregola e i volumi di Houzz sono sempre più impressionanti. A questo corrisponde anche una crescita per tutti i professionisti che ne fanno parte, che ricevono dalla community una reputazione da poter spendere nel far crescere il proprio business.

Avere una community a cui fare riferimento per far conoscere la propria attività e dalla quale poter ricevere crediti e reputazione è una cosa vincente nel prossimo futuro. Il mercato è infatti sempre più orientato a dare credito alle opinioni dei reali utilizzatori di un prodotto e di un servizio, siano essi influencer da milioni di follower o microinfluencer da pochi, ma fedelissimi follower.

Per questo TwitterLab punta a generare conversazioni su Twitter proprio in questo senso, per creare community legate dagli stessi interessi che possano poi “fare opinione”.

Allo stesso modo operano Deesup  , la community degli amanti del design che vende e compra pezzi di seconda mano, o Iappa! , il portale che mette in comunicazione, anche offline, chi ha qualcosa da insegnare e chi vuole imparare qualcosa.

community vincente | Twitterlab

 

 

Ma se non c’è contenuto, come creo una community?

Dopo aver parlato di community che si incontrano, online ed offline, intorno ad una determinata passione, Giacomo Biraghi (Secolo Urbano ) , ci ha raccontato la sua “sfida EXPO”, quando da digital & Media PR dell’esposizione del 2015, si è trovato di fronte ad un evento apparentemente senza contenuti. O meglio, con talmente tanti contenuti gestiti in autonomia da tutti i paesi, a essere difficilmente veicolabili in un’unica community. Il suo lampo di genio, all’epoca, fu di inventarsi l’hashtag #expottimisti attorno al quale riunire tutti coloro che si ritrovavano nell’idea di EXPO e del suo progetto: essere entusiasti per un’esposizione che portava per qualche mese tutto il mondo in un unico luogo.

 

Questo è un po’ quello che facciamo tutti i giorni su Twitter con TwitterLab: cerchiamo un argomento che possa creare aggregazione e sviluppiamo conversazioni intorno ad un hashtag preciso e significativo.

Di uso degli hashtag abbiamo parlato anche con Orazio Spoto, “papà” della community Instagramers Italia . Su Instagram gli hashtag sono sicuramente più usati per catalogare le foto che per creare community, ma scegliere quelli giusti, quelli più ricercati o di tendenza, fa sicuramente la differenza nell’indirizzare la community che si aggregherà intorno al nostro profilo.

Su Instagram scegliere gli hashtag giusti fa sicuramente la differenza #Homismart @oraziospoto Condividi il Tweet

 

I numeri di una bella esperienza.

Al nostro tavolo e nei giorni successivi si sono alternati numerosi personaggi interessanti. Oltre a quelli citati, a parlare con noi di strategie digitali e community c’erano anche Costantino Bongiorno di We Make, Francesco Paolo Russo e Raniero Pani di To Be/To be Kids  (già conosciuti proprio su Twitter durante una di quelle sessioni che ci servono per “fare community”) e Piero Rivizzigno di Italici.

 

Ma il successo della manifestazione non si ferma qui.

La fiera HOMI ha chiuso potendo vantare ben 94000 visitatori, per il 15% stranieri.

Stranieri anche molti degli espositori, provenienti soprattutto da Russia, Spagna, Francia, Giappone, Grecia e Turchia.

HOMIsmart, oltre alle visite allo stand, ha mosso la sua community anche online.

Come TwitterMag:

  • ha prodotto quasi 100 tweet al giorno
  • è stato menzionato quasi 600 volte
  • ha prodotto un volume di conversazione tale che i suoi tweet sono stati retwittati nel 93% dei casi
  • ha generato una coda lunga di tweet con hastag #HOMIsmart che arriva ancora ad oggi

 

Un successo che dimostra che anche su Twitter si può fare community.

 

…e tu che ne pensi? Raccontaci il tuo punto di vista nei commenti!

  @corinnacora corinna-tondo

 

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